Quanto costa andare a scuola oggi?

Il 12 Settembre sarà il mio ultimo primo giorno di scuola. È un traguardo importante che finalmente raggiungo. Non nego che sia felice di questo. L’ambiente liceale, vuoi per il mio carattere, vuoi perché sto crescendo, inizia ad andarmi stretto. Ho bisogno di nuovi stimoli. Non vedo l’ora di iniziare il percorso accademico e chissà…

Non posso fare previsioni su come girerà il mio futuro. Allora guardo indietro e tiro qualche somma. Quanto hanno investito i miei genitori per mandarmi a scuola? È ancora un investimento a basso costo?

I numeri

Secondo la legislazione italiana, i libri di testo delle scuole elementari sono forniti gratuitamente dal comune di residenza. A meno che non si scelga di rimanere a scuola anche il pomeriggio, i costi sembrerebbero essere limitati solamente alle attrezzature fondamentali (zaini, astucci…) e alla cancelleria (matite, penne, colori…). La spesa, secondo un’indagine fatta dal Fatto Quotidiano (https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/06/scuola-un-anno-sui-banchi-di-un-istituto-statale-puo-costare-fino-a-2mila-euro/1111201/ ), si aggira intorno ai 210€. Nel caso in cui si svolgesse il tempo pieno, in media le famiglie spenderebbero 300€ in più (le tariffe variano di comune in comune). Costo totale 210€ – 550€

Le scuole medie e superiori sono decisamente molto più esose. In primo luogo, a differenza delle scuole elementari, non è lo Stato a provvedere all’acquisto dei libri di testo, ma le famiglie a doversene occupare. In seconda battuta, ciò che aumenta ulteriormente i costi è l’enorme quantità di attrezzatura che ogni ragazzo necessita per andare a scuola.

Lo Stato ogni anno fissa dei tetti limite di spesa per l’acquisto dei libri di testo che possono essere superati solo se giustificati da una relazione dettagliata e non più del 10% sul costo totale.

Il corso di studi delle medie prevede nel primo anno l’acquisto di 13 libri di testo, il cui costo si aggira attorno ai 290€. Nel secondo e terzo anno i costi sono minori poiché sono pochi i libri a dover essere riacquistati. Per le scuole superiori, il costo medio dei libri di testo è all’incirca di 300€, come per le scuole medie, con la sola differenza che, a seconda del corso di studi il prezzo potrebbe lievitare o diminuire (350€ per i licei, 260 per gli istituti tecnici e professionali). Inoltre, durante il percorso di studi superiore, una buona parte dei testi scolastici viene riacquistata ogni anno e, nel terzo e quinto anno, vanno ricomprati in blocco. Comune a tutti e due i percorsi è l’attrezzatura che copre una grande percentuale della spesa totale. Zaini, astucci, penne ma soprattutto 3 vocabolari (italiano, inglese, seconda lingua straniera per medie e latino per i licei), cartellina per disegno tecnico e arte, blocco fogli F4, matite H2 e HB, cartoncini, righe, squadre, compasso, chi più ne ha, più ne metta… ed eccoci arrivati alla modica cifra di 350€, spicciolo in più, spicciolo in meno – anche se non sono proprio spiccioli -.

Per non parlare della miriade di attività extracurriculari, attestati, uscite didattiche e stage di alternanza scuola lavoro, che, sì, arricchiscono il piano d’offerta formativa, impoverendo al contempo le già vuote casse delle famiglie italiane. Io voglio menzionare il cosiddetto contributo volontario di solidarietà (volontario a parole, sono boccate d’aria fondamentali) che ogni studente deve versare per garantire alla propria scuola la possibilità di rimanere aperta e di vivere (il MIUR versa centesimi rispetto alle migliaia di euro che servono).

A conti finiti, la spesa media di una famiglia italiana per la Scuola è di circa 1000€.

Potremmo fare meglio…

Prima di passare alla parte più discorsiva e meno numerica dell’argomento di conversazione, voglio ritornare a un termine che ho usato nell’introduzione: investimento. Non voglio fare polemiche inutili perché non è nel mio stile e perché non è ciò che serve. La Scuola, checché se ne voglia dire, è l’investimento più importante che i nostri genitori possano fare su di noi. È vero, ad oggi è una vera e propria scommessa per il nostro futuro. Probabilmente sarà faticoso lo stesso trovare una situazione lavorativa stabile, probabilmente sarà faticoso riuscire a realizzare i nostri sogni. Ma ancora non esiste un qualcosa che possa aiutarci a muovere i nostri passi nella concretezza del mondo in cui viviamo, se non il nostro background culturale. La Scuola risulta essere ancora la più grande produttrice di esperienze e di conoscenze e per questo la mia critica non sarà indirizzata alla Scuola ma a chi permette che la Scuola pubblica dell’obbligo sia così costosa (discorso diverso per le scuole private).

Quanti soldi garantisce il Ministero? Veramente pochi. L’Italia come al solito è il fanalino di coda anche in questa classifica – vinciamo solo quelle negative – e sono peggio di noi soltanto l’Irlanda e la Romania. Un risultato di cui, personalmente, non mi vanterei. L’Italia dedica soltanto il 4% del PIL alle spese per l’istruzione e per la ricerca. Anni di riforme pessime e anni di tagli al welfare hanno impoverito la scuola sotto ogni punto di vista, dal lato didattico a quello economico. Ma come può uno stato, industrialmente ed economicamente ritenuto sviluppato, a garantire così pochi fondi a una cosa così importante? L’istruzione è l’arma più importante che abbiamo per vincere questa guerra culturale.

La Costituzione, quella più bella del mondo, assicura il diritto all’Istruzione e il diritto allo studio. I primi due commi dell’Art. 34. Cost. parlano di una scuola aperta a tutti e di un’istruzione obbligatoria e gratuita (fino al conseguimento del diciottesimo anno di età). I secondi due commi parlano del diritto allo studio, ovvero dell’obbligo statale di rimuovere ogni ostacolo di ordine sociale ed economico che impedisca agli studenti più meritevoli e capaci di conseguire il più alto grado di istruzione. È vero che esistono delle agevolazioni per le famiglie più povere e per gli studenti più meritevoli, ma non bastano. Il costo dell’istruzione, quantomeno di quella obbligatoria, è ancora troppo alto. La nostra Carta, fino a prova contraria, sancisce tali diritti e per questo motivo l’Istruzione obbligatoria dovrebbe essere del tutto gratuita – per l’università il discorso è ancora diverso – o se non del tutto, in gran parte e soprattutto DEVE esserlo per chi non ce la fa.

Rendere gratuite tutte le attività extra sarebbe impossibile o, comunque, troppo gravoso per le casse statali. Ma riaffermo il dovere del nostro stato a garantire la gratuità dell’attività didattica fondamentale. Voglio essere ancora più stretto di cassa e limitarmi ai soli testi scolastici. In un mondo in cui la digitalizzazione corre a ritmi elevatissimi, le soluzioni, si creano sole e basterebbe veramente molto poco per arrivare a un risultato. È imperativo parlare di riforme strutturali. È imperativo tenere conto di tutte le parti tirate in causa. Ma non credo ci sia qualcuno che ci vieta di aumentare i fondi a disposizione per le nostre scuole e farlo sarebbe pur sempre un inizio…

 

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