Pillole – Scienza o chiacchiere da bar?

Puntualmente, ogni due o tre giorni, arriva il commento personale di qualche virologo, infettivologo o docente di igiene pubblica. Tra i giornali e la televisione, è ormai una lotta continua per accaparrarsi l’opinione degli scienziati, che, nella stragrande maggioranza dei casi – a causa del mezzo di condivisione – risulta semplificata, poco e male argomentata, costruita a titoli, piuttosto che su tesi empiricamente e scientificamente comprovate.

Una polemica sul tema è scoppiata dopo l’intervista concessa da Walter Ricciardi, consulente personale del Ministro della Salute Speranza, l’ennesima in cui invoca un confinamento duro e nazionale. Senza entrare nel merito delle sue opinioni personali, che rimangono le opinioni di un’unica persona, seppur rafforzate dalla posizione che ricopre e dagli interventi di altri scienziati, sarebbe importante domandarsi se il metodo utilizzato per lanciare questi messaggi è quello adatto. È giusto che uno scienziato utilizzi le colonne dei quotidiani o lo spot di un programma televisivo per esprimere le sue posizioni personali sulla gestione della pandemia? È giusto che lo faccia senza poter – ripeto: a causa del mezzo – argomentare in maniera completa, dimenticando moltissimi aspetti fondamentali di un discorso più ampio? A maggior ragione per la posizione istituzionale che Ricciardi ricopre, è giusto che lo faccia su mezzi informali come i giornali?

A mio avviso no. Tutto ciò fa parte di un meccanismo malato, che ha colpito il rapporto tra democrazia e scienza e tra scienziato e società. Un meccanismo che non vede più lo scienziato come perno fondamentale del progresso e divulgatore, ma come opinionista della Domenica nei talk show. Non più scienziati come Barbara Gallavotti che, in maniera semplice, spiega e aiuta a comprendere il funzionamento dei virus e del Sars-Cov2, ma come Crisanti, Galli o Ricciardi che pontificano su società ed economia, toccando punti che non riguardano il loro campo di specializzazione. Allora diviene opportuno chiedersi di cosa abbiamo bisogno: se di scienza e di scienziati o se di tuttologi e chiacchiere da bar.

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